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Pubblicato il 15/01/2018

delibera Rovigo applicazione sentenza corte di cassazione


 

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Pubblicato il 11/01/2018

comunicazioni regionali sulla sentenza cassazione sezioni unite


 

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Pubblicato il 20/12/2017

sentenza venezia


Care colleghe e colleghi,
in allegato, vi invio la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, la quale, a Sezioni Unite, ha forse definitivamente chiuso una lunga partita che avevamo iniziato con l'interpretazione autentica dell'art. 61. Anche se esiste un'ultima possibilità: l'Alta Corte di Giustizia Europea.
Cosa dice questa sentenza?
La risposta è Tecnica e Politica.
Sul piano tecnico i Giudici della Suprema Corte hanno esaminato le due diverse opzioni sul tappeto. Da un lato la Regione Veneto voleva far prevalere il principio secondo il quale il Fondo ex art. 61 era quello deliberato dalle Aziende Sanitarie.
Dall'altra l'interpretazione autentica dell'art. 61 affermava in modo incontrovertibile il principio secondo il quale il Fondo non poteva essere costituito dallo "speso" né da quanto "deliberato".
Purtroppo la Cassazione ha individuato un terzo principio: lo "spendibile". Intendendo per "spendibile" il tetto delle 7 ore di plus orario moltiplicato il numero di personale del ruolo Sanitario.
Questo è il dato tecnico; vedremo di seguito gli effetti concreti.
Prima di valutare gli effetti una prima lettura "politica" è obbligatoria.
Da tempo l'AUPI aveva paventato il rischio derivante da un atteggiamento solo ed esclusivamente rivendicativo. La gestione assolutamente miope di qualche collega che in Veneto ha fatto terra bruciata addirittura costringendo le Aziende Sanitarie a difendersi in Tribunale dopo aver sottoscritto mediazioni e conciliazioni giudiziarie. Una eccessiva e scriteriata pubblicizzazione (sui giornali locali) dei risultati raggiunti ha esacerbato il clima tant'è che la Regione Veneto si è fatta paladina di questo battaglia. Forse ricorderete gli emendamenti presentati in diverse leggi finanziarie e che l'AUPI è riuscita a farli diventare inammissibili.
Il risultato è che oggi, sopratutto in Veneto, le Direzioni generali e la Regione "gongolano" e potrebbero decidere di applicare questa sentenza con modalità estremamente punitive. Come? Applicando il principio della retroattività della Sentenza. Se così fosse i colleghi potrebbero essere costretti a restituire somme ingenti.
Con il Segretario Regionale Nardo, ci stiamo già attrezzando per resistere a questa nefasta ipotesi.
Eppure la Cassazione, fino a questa sentenza, aveva dato ragione all'interpretazione autentica dell'art. 61. Perché ha cambiato indirizzo? Fino a quando i ricorsi sono stati "ragionevoli", fino a quando non si è creata la gazzarra, la pressione sulla Cassazione si è mantenuta a livelli fisiologicamente accettabili.
Una domanda ce la dobbiamo porre: come mai la Cassazione ci ha "sempre" dato ragione, compresa la sentenza relativa al ricorso di alcuni colleghi di una Azienda della Calabria ai quali la Corte di Appello aveva dato torto e che la Cassazione ha invece dato ragione?
Come mai? Perché solo per il ricorso dei colleghi Veneti la Cassazione ha ritenuto di rivedere, in peggio, le precedenti sentenze?
Una risposta è indispensabile. Non sarà forse che la strategia utilizzata è risultata scriteriata e quindi perdente?
Quando, con eccessiva arroganza, in Veneto si è pensato di "far saltare il banco", qualcuno ha fatto presente ai Giudici che bisognava dare una lezione. Purtroppo i costi di questa lezione li pagano i colleghi in tutta Italia. Anche i colleghi della Calabria che avevano ottenuto un ottimo risultato, vedono messo a rischio il lavoro di anni.
Lavoro svolto con umiltà, determinazione e competenza. Come è accaduto il Piemonte, in Emilia Romagna ed in tante altre realtà.
Tutti i colleghi rischiano di pagare per questa sconfitta, ma i colleghi Veneti potrebbero addirittura pagare un prezzo salato.
Purtroppo la politica sindacale è una cosa seria e gli avventurieri, come sempre accade, alla fine producono danni.
Sugli aspetti politico-sindacali avremo modo di approfondire la questione.
Ritorniamo alle conseguenze concrete.
Il risultato dell'applicazione di questa sentenza fa si che il Fondo ex art. 61 sarà così determinato:
- equivalente economico di n. 7 ore di plus orario X n. dirigenti in sevizio;
- le 7 ore devono essere decurtate del 30% (2,1 ore) cosi come previsto da un vecchia legge finanziaria;
- bisogna sottrarre n. 1 ora perché spostata sul Tabellare (previsione CCNL);
- bisogna sottrarre n. 1 ora perché spostata sulla Posizione (previsione CCNL);
- ulteriore sottrazione pari al 15% (per le Aziende che hanno optato per questa scelta). Tale percentuale andava spostata sulla Posizione.
Pertanto delle 7 ore iniziali (equivalente economico) restano circa 2,5 ore di plus orario (da considerare sempre l'equivalente economico).
Questo risultato fa si che nelle Aziende dove il Fondo ex art. 61 è inferiore alle 2,5 ore, si deve chiedere l'integrazione e l'incremento del Fondo per arrivare alle 2,5 ore. Laddove il Fondo è maggiore di 2,5 ore bisogna cercare di conservare l'attuale quantificazione del Fondo.
da questo calcolo sono escluse le eventuali risorse aggiuntive stanziate dalle singole Regioni.
Indubbiamente si tratta di una sentenza politica. Ma proprio per questo è ancora più pericolosa nelle possibili conseguenze.
Ci può essere un ricorso all'Alta Corte di Giustizia Europea. Tecnicamente ci sarebbero le condizioni. Per intenderci è la scelta fatta da Berlusconi che si è opposto alla sentenza di condanna emessa dalla Cassazione.
E' possibile il ricorso, ma dobbiamo sapere che questo ricorso non blocca l'esecutività della sentenza della Cassazione, né bloccherà l'applicazione che vorranno applicare le Aziende Sanitarie.
Una scelta di questo tipo deve essere frutto di una valutazione attenta da parte dei colleghi interessati dalla sentenza, sapendo bene che gli effetti nefasti saranno pagati da migliaia di Psicologi e Dirigenti Sanitari.
Mario Sellini

 

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Pubblicato il 25/10/2017

covegno sull'Unità di Psicologia


lettera del Governatore  del Veneto dott.Luca Zaia

 

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Pubblicato il 15/07/2017

SEMINARIO SULL'UNITA' DI PSICOLOGIA


UNITA’ DI PSICOLOGIA : STATO DELL’ARTE E OPPORTUNITA’ PROFESSIONALE NELLE ASL ITALIANE 24 ottobre 2017 presso HOTEL BOLOGNA- MESTRE(di fronte stazione ferroviaria)     Ore 8,30 : registrazione partecipanti Ore 9,00 : saluti delle autorità 9,30 : introduzione del Segretario Nazionale AUPI dr.Sellini Mario          (Sviluppi professionali, Lea ) 10,30: Situazione Asl Regione Veneto e ruolo dello psicologo (Segretario Regionale AUPI Veneto – dr. Nardo Giampietro 11,00 : break time 11,15 : Esperienza umbra – dr. D .Lazzari 12,15 : Esperienza toscana – dr.N.Artico 13.00 : pausa pranzo 14,00: Esperienza modenese  - drssa D.Rebecchi 15,00: Esperienza trentina – dr.ssa E.Bravi 16,00: tavola rotonda  - conclusioni 17: compilazione questionario ECM  

 

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